Stato di Handicap

ultimo aggiornamento settembre 2016

Per capire se vi siano i requisiti per avere o meno diritto a una delle possibili agevolazioni dobbiamo partire con il definire lo stato di handicap e di tutte le conseguenze che questo può avere.
Per fare ciò riportiamo quanto indicato in modo semplice e dettagliato nel sito www.dirittierisposte.it.

Le definizioni di persona con handicap sono molteplici, ma qui faremo riferimento alla definizione che ne da la legge italiana: "è persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione".
Questa definizione è contenuta nella legge per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate (Legge n. 104/1992), la quale disciplina anche le agevolazioni lavorative, fiscali e sociali di cui queste persone beneficiano.


  • • Cosa è l’handicap
  • • Chi può presentare domanda per il riconoscimento dell’handicap
  • • A chi si presenta la domanda per il riconoscimento dell’handicap
  • • Chi riconosce l’handicap
  • • Come si ottiene il riconoscimento dell’handicap - Iter
  • • Le agevolazioni in generale
  • • Permessi e congedi lavorativi
  • • Agevolazioni fiscali – figli a carico
  • • Agevolazioni fiscali – veicoli
  • • Agevolazioni fiscali – spese sanitarie e mezzi di ausilio
  • • Visita sanitaria di revisione

Cosa è l’handicap

Per handicap si intende una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione della persona. Questa è la definizione contenuta nella Legge per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate (Legge n. 104/1992), la quale disciplina anche le agevolazioni lavorative, fiscali e sociali di cui queste persone beneficiano.
Le agevolazioni sono di portata maggiore, e sono previste priorità di intervento, se l’handicap è considerato grave (cd. handicap con connotazione di gravità), cioè quando la minorazione ha ridotto l’autonomia personale (in base all’età di ognuno), in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione.

Chi può presentare domanda per il riconoscimento dell’handicap

La richiesta per il riconoscimento dell’handicap può essere presentata:
• dall’interessato;
• da chi rappresenta legalmente la persona con handicap (genitore, o tutore nel caso degli interdetti);
• da chi ne cura gli interessi (il curatore nel caso degli inabilitati).

A chi si presenta la domanda per il riconoscimento dell’handicap

La richiesta di riconoscimento dell’handicap va presentata all’INPS territorialmente competente. Dal 1° gennaio 2010 la presentazione della domanda avviene in modo informatizzato ed è necessario coinvolgere, in prima battuta, il medico curante.

Chi riconosce l’handicap

L’handicap è riconosciuto dall’ASL che decide in materia attraverso una specifica Commissione. La Commissione è composta da un medico specialista in medicina legale che assume le funzioni di presidente e da due medici di cui uno scelto prioritariamente tra gli specialisti in medicina del lavoro. Dal 1° gennaio 2010, la Commissione è integrata da un medico INPS quale componente effettivo.
In sostanza, la composizione della Commissione è la medesima prevista per l’accertamento dell’invalidità civile, ma è integrata da un operatore sociale e da un esperto nei casi da esaminare.

Come si ottiene il riconoscimento dell’handicap - Iter

La presentazione della domanda per il riconoscimento dell’handicap si articola in due fasi:

• ottenere il rilascio del certificato introduttivo dal medico curante;
• presentare la domanda vera e propria all’INPS.

Il medico curante dovrà compilare appositi modelli di certificazione predisposti dall’INPS nei quali indicherà la natura delle minorazioni della persona. I medici devono essere “accreditati” presso il sistema richiedendo un PIN poiché il certificato va compilato al computer ed inviato telematicamente.
Successivamente bisognerà presentare la domanda vera e propria all’INPS. Anche questa domanda dovrà essere inoltrata in via telematica a cura della persona che richiede il riconoscimento dell’handicap.
Al termine della compilazione della domanda, la procedura informatica propone la data della visite e indica eventuali altre date disponibili per l’accertamento presso la Commissione ASL.
La data di convocazione alla visita viene comunicata con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, all’indirizzo comunicato ed è visibile sul sito internet dell’INPS. In questa lettera sono riportati i riferimenti della prenotazione (data, orario, luogo di visita), la documentazione da portare all’atto della visita (documento di identità, certificato firmato dal medico certificatore, altra documentazione sanitaria, ecc.).
Se il richiedente non si presenta alla visita, verrà riconvocato in seguito. Se, invece, non si presenta per due volte, sarà considerato rinunciatario e la sua domanda perderà efficacia. Può accadere che il richiedente non sia nelle condizioni di presentarsi all’ASL per sottoporsi alla visita della Commissione. Questo si verifica tutte le volte in cui il trasporto comporta un grave rischio per l’incolumità e la salute della persona. In questi casi è possibile richiedere la visita domiciliare.
La visita avviene presso la Commissione ASL competente che, dal 1° gennaio 2010, è integrata con un medico dell’INPS. La Commissione accede al fascicolo elettronico contenente la domanda e il certificato medico. Il richiedente può farsi assistere, durante la visita, da un suo medico di fiducia.
Al termine della visita, viene redatto il verbale elettronico, riportando l’esito. Il verbale definitivo viene inviato alla persona dall’INPS. Oltre al verbale completo e contenente tutti i dati, viene inviato al richiedente anche un verbale contenente solo il giudizio finale per gli usi amministrativi (ad esempio la presentazione al datore di lavoro per la concessione delle agevolazioni lavorative).
Contro il verbale della Commissione ASL che riconosce o meno l’handicap, la persona può presentare ricorso.
Per informazioni più dettagliate sull’iter, quali:

• come si presenta la domanda;
• quando e come si fa la visita all’ASL;
• come si richiede la visita domiciliare;
• l’esito della visita e il verbale;
• come si presenta il ricorso contro il verbale;

consultare la scheda invalidità civile. Una legge del 2009 ha, infatti, stabilito che il procedimento per l’accertamento dell’invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità è attribuito all’INPS ed ha rivisto, uniformandole, le modalità di presentazione delle domande di accertamento, la valutazione sanitaria, la concessione delle prestazioni e il ricorso in giudizio.

Le agevolazioni in generale

La persona handicappata ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e alla efficacia delle terapie riabilitative. Le agevolazioni previste dalla legge (vedi paragrafi successivi) sono essenzialmente di natura lavorativa e fiscale, e si applicano anche agli stranieri e agli apolidi, residenti, domiciliati o aventi stabile dimora nel territorio nazionale.

Permessi e congedi lavorativi

Tra le principali agevolazioni previste dalla legge, ci sono quelle lavorative. Il lavoratore portatore di handicap, o i lavoratori che assistono familiari con handicap, possono usufruire dipermessi lavorativi retribuiti e di specifici congedi.
Il lavoratore con handicap grave può usufruire di due ore di permesso retribuito al giorno, oppure decidere di utilizzare 3 giorni al mese o 18 ore mensili (per un approfondimento v. scheda permessi per lavoratori con handicap).
I genitori, i coniugi, i parenti ed affini entro il secondo grado (e nei casi previsti dalla legge anche entro il terzo grado) della persona con handicap grave, hanno diritto di assentarsi dal lavoro per garantirgli assistenza per 3 giorni al mese o, in alternativa, per 18 ore al mese.
Il coniuge, i genitori, i figli e i fratelli e sorelle della persona con handicap grave, possono inoltre usufruire di uno speciale congedo e assentarsi dal lavoro per un periodo di due anni. Il congedo può essere fruito anche in maniera frazionata e, tra i requisiti richiesti dalla legge, vi è quello della convivenza con il disabile.
Per poter usufruire di questi permessi e congedi, la condizione essenziale è che il disabile sia stato accertato persona con handicap in situazione di gravità, cioè la condizione prevista dall’art. 3, comma 3, della Legge n. 104 del 1992 (il certificato medico dovrà citare questi estremi di legge). Infatti, non sono sufficienti altre situazioni di handicap o altri certificati come, ad esempio, quelli di invalidità seppure con diritto all’accompagnamento.

Agevolazioni fiscali – figli a carico

La legge prevede una detrazione dall’Irpef per la persona che ha a suo carico familiari con handicap. L’importo della detrazione varia in funzione del reddito: diminuisce più il reddito è alto e si annulla quando il reddito complessivo arriva a 95.000 euro all’anno (per la detrazioni dei figli), e a 80.000 euro (per quelle del coniuge e degli altri familiari).
Per ogni figlio portatore di handicap fiscalmente a carico spetta la detrazione Irpef pari a 1.620 euro

Agevolazioni fiscali – veicoli

Le agevolazioni previste per l’acquisto e l’utilizzo dei veicoli sono:

• detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per l’acquisto (la detrazione spetta una sola volta nel corso di un quadriennio e spetta anche per le spese di riparazione);
• Iva agevolata al 4% sull’acquisto;
• esenzione dal bollo auto;
esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.
Possono usufruire delle agevolazioni le persone con handicap grave che hanno forti limitazioni della capacità di deambulazione o affette da pluriamputazioni, i non vedenti e i sordi, i disabili con handicap psichico titolari dell’indennità di accompagnamento ed anche i disabili con ridotte o impedite capacità motorie, ma per questi ultimi i benefici suddetti sono concessi solo a condizione che il veicolo acquistato sia appositamente adattato.
L’aliquota agevolata si applica solo per gli acquisti effettuati direttamente dal disabile o dal familiare di cui egli è fiscalmente a carico (per essere considerato “fiscalmente a carico” il disabile deve avere un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro).
Restano esclusi dall’agevolazione gli autoveicoli intestati ad altre persone, a società commerciali, cooperative, enti pubblici o privati (anche se specificamente destinati al trasporto di disabili).
Per le soglie massime di spesa e per la tipologia di veicoli ammessi, consultare il sito
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/home/cosadevifare/richiedere/agevolazioni/agevdisab/schedainfoagevdisab.
La Corte di Cassazione ha inoltre stabilito che i disabili regolarmente muniti di contrassegno per invalidi possano circolare su tutto il territorio nazionale con qualsiasi veicolo nelle ZTL, con il solo ed esclusivo onere di esporre il contrassegno sul veicolo.

Agevolazioni fiscali – spese sanitarie e mezzi di ausilio

Sono interamente deducibili dal reddito complessivo del disabile: le spese mediche generiche e le spese di assistenza specifica quali, ad esempio, quelle sostenute per l’assistenza infermieristica e riabilitativa.
Per determinate spese sanitarie e per l’acquisto di mezzi di ausilio è riconosciuta, invece, una detrazione dall’Irpef del 19%. Le principali spese per le quali è prevista questa detrazione sono:
• il trasporto in ambulanza del disabile;
• l’acquisto di poltrone per inabili e minorati non deambulanti e di apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale;
• l’acquisto di arti artificiali per la deambulazione;
• la costruzione di rampe per l’eliminazione di barriere architettoniche esterne ed interne alle abitazioni e/o per l’adattamento dell’ascensore per renderlo idoneo a contenere la carrozzella;
• l’acquisto di sussidi tecnici e informatici (ad esempio computer, fax ecc.) rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità di integrazione dei portatori di handicap.

Per l’acquisto di mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione e al sollevamento dei disabili è inoltre riconosciuta l’aliquota Iva agevolata del 4%; anziché quella ordinaria del 21% (22% dal 1° ottobre 2013).
Ai fini dell’ottenimento delle suddette deduzioni e detrazioni, i disabili, riconosciuti tali dalla legge n. 104 del 1992, possono attestare la sussistenza delle condizioni personali richieste anche mediante autocertificazione. Per quanto invece riguarda la documentazione delle spese, occorre conservare il documento fiscale rilasciato da chi ha effettuato la prestazione o ha venduto il bene (fattura, ricevuta, quietanza).

Visita sanitaria di revisione

La legge n. 114 del 2014 (recepita dall'INPS con circolare n. 10 del 23 gennaio 2015) ha introdotto alcune modifiche in materia di visite sanitarie di revisione, sia per lo stato di handicap sia per lo stato di invalidità civile. Prima di tale normativa si decadeva dallo status di invalido civile o portatore di handicap alla scadenza dei relativi verbali di accertamento anche se l’interessato era in attesa di visita di revisione. Per cui accadeva che il soggetto invalido o con handicap perdeva i benefici connessi allo status (agevolazioni lavorative e fiscali) in attesa di una nuova visita, la quale, spesso, veniva effettuata con molto ritardo.
Ora, la legge prevede che nel caso in cui sia prevista nel verbale una data di rivedibilità, si conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura, anche dopo la data di scadenza del verbale. Inoltre viene definita la competenza esclusiva dell’Inps nella convocazione a visita nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità. Non è più la persona, quindi, a doversi attivare per richiedere una nuova visita ma spetta all’INPS convocare il cittadino, e spetta sempre all’INPS effettuare la visita; in questa visita l'INPS potrà confermare o revocare lo status di handicap od invalidità civile, ma potrà anche pronunciarsi su un eventuale aggravamento di quest'ultima.

Leggi a tutela

ultimo aggiornamento settembre 2016

LEGGE 5/2/1992 n. 104

Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate
Principi generali

La presente legge detta i principi dell'ordinamento in materia di diritti, integrazione sociale e assistenza della persona handicappata.
Essa costituisce inoltre riforma economico-sociale della Repubblica, ai sensi dell'art. 4 dello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 5.
Ulteriori modifiche sono state apportate alla legge 104 con la Legge 21 maggio 1998, n. 162 concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap grave e con la legge 28 gennaio 1999 nr 17 concernenti i "Nuovi interventi a favore degli studenti universitari in situazione di handicap"

Legge n. 104

LEGGE 21/5/1998 n. 162

Misure di sostegno in favore di persone con handicap grave
La legge andra' a modificare e ad integrare gli articoli 13 e 16 della legge 104/92, concernente i diritti delle persone handicappate.

A distanza di cinque anni dalla legge 104 è emersa la necessità di sollecitare regioni ed enti locali alla programmazione di nuovi interventi indirizzati verso soggetti con gravi e permanenti limitazioni della propria autonomia personale.

Gli scopi dell'iniziativa legislativa sono, in sostanza, due:
a) evitare ingiustificati ricoveri di handicappati gravi mediante adeguati sostegni alle famiglie, e
b) garantire alle suddette persone il diritto, nei limiti del possibile, ad una vita indipendente.

A scopo informativo e per le valutazione di competenza, si riporta qui di seguito il testo coordinato degli articoli della legge 104/92, così come risultante dalle integrazioni apportate dalla legge 162/98.

Circolare della Legge n. 162/98

LEGGE 28/01/1999 n.17

Nuovi interventi a favore degli studenti universitari in situazione di handicap.

Le principali novita' previste dal nuovo testo legislativo sono:
la possibilita', per le Universita', di stipulare convenzioni con centri specializzati, per l'acquisto di sussidi particolari e per l'addestramento all'uso degli stessi;
la presenza di un tutor, che aiuti lo studente in situazione di handicap, ove occorra anche nell'impostazione di piani di studio del tutto personalizzati;
la possibilita', come avviene nelle scuole medie di primo e di secondo grado, di effettuare prove equipollenti;
la presenza, presso ogni Universita', di un docente responsabile del coordinamento, del monitoraggio e del supporto di tutte le iniziative a favore degli studenti in situazione di handicap;
una somma di 10 miliardi, destinata a finanziare tali servizi.

Legge n.17/99

Esenzionni dal TICKET

ultimo aggiornamento novembre 2016

La miastenia è considera una malattia cronica e invalidanti e quindi da diritto all'esenzione dalla partecipazione al costo (ticket) delle prestazioni sanitarie correlate e individuate dal DM 28 maggio 1999, n. 329, successivamente modificato dal DM 21 maggio 2001, n. 296 e dal regolamento delle malattie rare (DM 18 maggio 2001, n. 279). Il codice di esenzione dalle Miastenia Gravis è lo 034.

Per la Miastenia Gravis sono previste le seguenti forme di agevolazione:

Prestazioni:
89.01 Anamnesi e valutazione, definite brevi
Storia e valutazione abbreviata, Visita successiva alla prima
90.27.1 Glucosio [S/P/U/dU/La]
91.49.2 Prelevo sangue venoso
93.08.2 Elettromiografia singola fibra
88.99.1 Densitometria ossea con tecnica di assorbimento a fotone singolo o doppio ( Polso o caviglia)
oppure
88.99.2 Densitometria ossea con tecnica di assorbimento a raggi x (Lombare, femorale, ultradistale)
88.99.3 Densitometria ossea con tecnica di assorbimento a raggi x Total body
95.02 Esame complessivo dell’occhio (Visita oculistica, esame dell'occhio comprendente tutti gli aspetti del sistema visivo)
Nella miastenia grave generalizzata o fulminante, refrattaria ad altre forme di trattamento:
99.71 Plasmaferesi terapeutica

(Fonte : http://www.salute.gov.it/portale/temi/ricercacodiceEsenzioni.jsp?Icd9p=034

Come ottenere il certificato di esenzione

1. L'esenzione deve essere richiesta all'Azienda Sanitaria Locale di residenza, presentando un certificato medico che attesti la presenza di una o più malattie incluse nel DM 28 maggio 1999, n. 329 e successive modifiche. Il certificato deve essere rilasciato da un presidio ospedaliero o ambulatoriale pubblico.
Sono validi ai fini del riconoscimento dell'esenzione anche:
- la copia della cartella clinica rilasciata da una struttura ospedaliera pubblica
- la copia del verbale di invalidità
- la copia della cartella clinica rilasciata da una struttura ospedaliera privata accreditata, previa valutazione del medico del Distretto sanitario della Azienda Sanitaria Locale di residenza
- i certificati delle Commissioni mediche degli Ospedali militari
- le certificazioni rilasciate da Istituzioni sanitarie pubbliche di Paesi appartenenti all'Unione europea

2. L'Azienda Sanitaria Locale rilascia, nel rispetto della tutela dei dati personali, un attestato che riporta la definizione della malattia con il relativo codice identificativo e le prestazioni fruibili in esenzione.

3. Coloro che sono già esenti per le seguenti malattie: Angioedema ereditario, Dermatomiosite, Pemfigo e pemfigoidi, Anemie congenite, Fenilchetonuria ed errori congeniti del metabolismo, Miopatie congenite, Malattia di Hansen, Sindrome di Turner, Spasticità da cerebropatia, Retinite pigmentosa hanno diritto all’esenzione ai sensi del regolamento sulle malattie rare (DM 18 maggio 2001, n. 279) che prevede per queste condizioni una più ampia tutela.

Patente di guida

Pagina in costruzione

Le persone affette da miastenia gravis rientrano, anche se a nostro avviso inappropriatamente, nel paragrafo 1.D -Malattie del sistema nervoso-. Pertanto la patente avrà una validità di due anni al termine dei quali, il soggetto interessato, affinché gli venga riconfermata la patente per altri due anni, dovrà sottoporsi ad una verifica dalla commissione medica locale sulla base di certificazione, di data non anteriore a trenta giorni, redatta dal medico d fiducia o da uno specialista appartenente alle strutture pubbliche

ESTRATTO DAL CODICE DELLA STRADA

Requisiti per il rilascio della patente di guida. Appendice Il - Art. 320 Malattie invalidanti (art.119 - 120 - 121) (D.P.R. 16.12.1992, n. 495 - Regolamento al nuovo codice della strada) 1. Le malattie ed affezioni che escludono la possibilità di rilascio del certificato di idoneità alla guida sono quelle sotto indicate:
…. omissis

Estratto Codice della Strada

D. Malattie del sistema nervoso

La patente di guida non deve essere ne rilasciata ne confermata a candidati o conducenti colpiti da:
a) encefalite, sclerosi multipla, miastenia grave o malattie del sistema nervoso, associate ad atrofia muscolare progressiva e/o a disturbi miotonici;
b) malattie del sistema nervoso periferico;
c) postumi invalidanti di traumatismi del sistema nervoso centrale o periferico.
A giudizio della commissione medica locale e con sua espressa certificazione, nei casi a), b) e c) sopraccitati, a seguito dell'esito della visita specialistica presso strutture pubbliche, ove ritenuta necessaria, può essere rilasciata o confermata la patente di guida a condizione che dette malattie non siano in stato avanzato e che la funzione degli arti sia buona, per cui non venga pregiudicata la sicurezza della guida. In tali casi gli interessati devono mostrare di essere capaci di usare i comandi del veicolo appartenente alla categoria per la quale si richiede il rilascio della patente, in condizioni di sicurezza. La validità della patente non può essere superiore a due anni. Per la conferma e la revisione valgono le stesse modalità; d) epilessia.
La concessione di patente delle sole categorie A e B agli epilettici consentita a soggetti che non presentino crisi comiziali da almeno due anni, indipendentemente dall'effettuazione di terapie antiepilettiche di mantenimento e controllo. Tale condizione dovrà essere verificata dalla commissione medica locale sulla base di certificazione, di data non anteriore a trenta giorni, redatta dal medico di fiducia o da uno specialista appartenente alle strutture pubbliche. La validità della patente non può essere superiore a due anni. Per la conferma e la revisione valgono le stesse modalità. La patente di guida delle categorie C, D, E non deve essere rilasciata ne confermata ai candidati o conducenti in atto affetti o che abbiano sofferto in passato di epilessia.
…. omissis

Guida alle agevolazioni fiscali per le persone con disabilita: Gennaio 2017

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato l’aggiornamento della “Guida alle agevolazioni fiscali per i disabili” che sostituisce il testo precedente.
L’opuscolo fornisce indicazioni utili sulle agevolazioni riservate alle persone con disabilità tra cui detrazioni per i figli a carico, l’acquisto di un’automobile e altri mezzi di ausilio, spese sanitarie, l’eliminazione delle barriere architettoniche e i servizi di assistenza personale.
Gli aggiornamenti più recenti riguardano le agevolazioni per l’acquisto di veicoli e la normativa sulle detrazioni Irpef per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Guida agevolazioni

Varie

Ecco alcuni sintetici suggerimenti! Vi consigliamo di consultare anche le eventuali apposite sezioni.

RIDUZIONE ORARIO DI LAVORO

DEDUCIBILITA' FISCALI DELLE EROGAZIONI LIBERALI

DISPOSIZIONI PER PENSIONI AGEVOLATE

ADIZIONALI REGIONALI - CASI PARTICOLARI

DECRETO 460-1997 SULLE ONLUS


RIDUZIONE ORARIO DI LAVORO
Per poter avere una riduzione dell'orario di lavoro, essere inseriti nelle liste speciali del collocamento nel cercare un lavoro, ecc. , si dovrà avere una percentuale di invalidità dal 67 % in su.
Basterebbe avere 67% di invalidità e si può far richiesta al proprio datore di lavoro di riduzione orario lavoro (part-time) e non può non essere concesso (per legge).
La legge 140 certifica/riconosce lo stato di handicap della persona (cosa diversa dall'invalidità) e quindi la possibilità di usufruire di maggiori permessi per visite, esami ecc. Però c'è un problema: non tutte le commissioni di invalidità ritengono che la miastenia sia un handicap fisso. Essendo una malattia che si può tenere sotto controllo l'handicap non è costante, fisso e quindi non riconosciuto come tale.

Comunque si consiglia di vedere la Legge N° 68 del 12 marzo 1999 (norme per il diritto al lavoro dei disabili) e le Leggi N° 140 del 5/02/19992 e N° 162 del 21/05/1998 (misure di sostegno in favore di persone con handicap grave). Può andare al sito del Parlamento Italiano.


DEDUCIBILITA' FISCALI DELLE EROGAZIONI LIBERALI
Si informa che l'Associazione Miastenia è iscritta al Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato (codice N° PD0707) ed è, quindi, una ONLUS di diritto. Per tale motivo chiunque volesse dare dei contributi a Questa Associazione, potrà poi detrarre tali somme nella sua dichiarazione dei redditi, nei limiti e con le modalità stabilite per legge (Art. 15, c1, lett. i-bis, DPR 917/86; Art. 14, DL 35/05 come convertito da L. 80/05; Art. 100, c2, lett. h, DPR 917/86).
Si può dedurre le donazioni a favore di ONLUS nella misura del 10% del reddito imponibile e fino ad un massimo di € 70.000= l'anno.
Perché ciò sia possibile si prega di tener presente queste regole:
- la quota di iscrizione, a norma di Legge, NON PUO' essere detratta nella dichiarazione dei redditi;
- la detrazione è possibile SOLO se l'erogazione/contributo/donazione è effettuata tramite versamento bancario o postale, con carte di credito, di debito, prepagate, assegni circolari e bancari intestati all'Associazione. Questo perché ci sia trasparenza e per avere effettiva documentazione dell'avvenuta donazione;
- quando si versa una somma di cui una parte è la quota associativa e una parte è donazione/contributo, si deve specificare SEMPRE nelle note del versamento (es.: si fa in posta un bollettino di versamento di € 30,00=; sulle annotazioni del bollettino si dovrà scrivere: € 20,00 quota associativa + € 10 contributo).
Per maggiori approfondimenti consultate la guida della Agenzia delle Entrate


DISPOSIZIONI PER PENSIONE AGEVOLATA
Si riportCircolare INPS - Direzione Centrale delle Prestazioni - 30 gennaio 2002, n. 29

"Articolo 80, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Maggiorazione del periodo di servizio effettivamente svolto dai lavoratori sordomuti o con invalidità superiore al 74 per cento o ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al DPR 30 dicembre 1981, n. 834"
L'articolo 80, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, dispone che "A decorrere dall'anno 2002, ai lavoratori sordomuti di cui all'articolo 1 della legge 26 maggio 1970. n. 381, nonché agli invalidi per qualsiasi causa, ai quali è stata riconosciuta un'invalidità superiore al 74 per cento o ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, come sostituita dalla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, e successive modificazioni, è riconosciuto, a loro richiesta, per ogni anno di servizio presso pubbliche amministrazioni o aziende private ovvero cooperative effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla pensione e dell'anzianità contributiva; il beneficio è riconosciuto fino al limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa".
Per effetto delle disposizioni richiamate sopra ai lavoratori sordomuti ovvero agli invalidi per qualsiasi causa con invalidità riconosciuta superiore al 74 per cento ovvero ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, è attribuito, con effetto dal 1° febbraio 2002, a richiesta un beneficio di due mesi di contribuzione figurativa fino al limite massimo di cinque anni per ogni anno di servizio effettivamente svolto presso pubbliche amministrazioni o aziende private ovvero cooperative utile esclusivamente ai fini del diritto e della misura della pensione.
Ai fini dell'applicazione delle disposizioni in parola si forniscono le seguenti istruzioni, relative ai lavoratori che possano far valere attività lavorativa dipendente successivamente alla data da cui ha effetto il riconoscimento dell'invalidità nella percentuale di legge.

1 - DESTINATARI DELLA NORMA
Sono da ricomprendere nell'ambito di applicazione della predetta normativa le seguenti categorie di lavoratori.
1.1 - i lavoratori sordomuti di cui all'articolo 1 della legge 26 maggio 1970, n. 381.
A norma di detto articolo "si considera sordomuto il minorato sensoriale dell'udito affetto da sordità congenita o acquisita durante l'età evolutiva che gli abbia impedito il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio" (allegato 1);
1.2 - gli invalidi per qualsiasi causa, ai quali è stata riconosciuta un'invalidità superiore al 74 per cento.
Sono ricompresi in tale categoria gli invalidi civili cioè i soggetti affetti da minorazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo, compresi gli irregolari psichici per oligofrenie di carattere organico o dismetabolico, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa con invalidità superiore al 74 per cento.(articolo 2, della legge 30 marzo 1971, n.118 ed articolo 9 del decreto legislativo 23 novembre 1988, n. 509).
1.3 - gli invalidi di guerra, civili di guerra e gli invalidi per causa di servizio nel rapporto di pubblico impiego con le Amministrazioni statali o gli Enti locali con invalidità ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, come sostituita dalla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, e successive modificazioni (allegato 2).
[...]
Per quanto riguarda i lavoratori titolari di pensione di invalidità ovvero di assegno di invalidità si fa riserva di istruzioni, in quanto la relativa problematica è stata segnalata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

2 - NATURA ED ENTITA' DEL BENEFICIO
Il riconoscimento disposto dalla norma in esame non si configura come un accreditamento di contributi sulla posizione assicurativa, ma determina una maggiorazione di anzianità che assume rilevanza solo in funzione del riconoscimento e della liquidazione del trattamento pensionistico.
Quanto all'entità del beneficio, la norma stabilisce che l'anzianità contributiva del lavoratore deve essere maggiorata di 2 mesi per ogni anno di attività prestata come invalido con grado di invalidità superiore al 74 per cento. Per periodi di lavoro inferiori all'anno la maggiorazione deve essere operata in misura proporzionale aumentando di un sesto il numero delle settimane di lavoro svolto.
Il beneficio è riconosciuto fino al limite massimo di cinque anni e, comunque, entro l'anzianità contributiva massima valutabile nel Fondo a carico del quale viene liquidata la pensione.
La maggiorazione non è riconoscibile ai fini del raggiungimento dei requisiti contributivi connessi con l'acquisizione di un diritto diverso da quello a pensione, quale il diritto alla prosecuzione volontaria.
Considerato che a proposito dell'analoga normativa introdotta per i privi della visita, l'articolo 2 della legge 28 marzo 1992, n. 120, ha disposto che il beneficio "della maggiorazione dell'anzianità contributiva" prevista dall'articolo 9, comma 2, della legge 29 marzo 1985, n. 113 per i centralinisti non vedenti valga "anche agli effetti dell'anzianità assicurativa", il beneficio di due mesi di maggiorazione per ogni anno di servizio è utile ai fini della determinazione dell'anzianità contributiva e dell'anzianità assicurativa.

3 - PERIODI CHE DANNO TITOLO AL RICONOSCIMENTO
La maggiorazione di anzianità riconoscibile ai destinatari della norma spetta per i periodi di attività, con esclusione, pertanto, dei periodi coperti di contribuzione volontaria, figurativa o derivante da riscatto non correlato ad attività lavorativa.
A tal fine dovranno essere presi in considerazione i periodi di attività lavorativa alle dipendenze di pubbliche amministrazioni o aziende private o cooperative svolti in concomitanza con il possesso del requisito sanitario richiesto (sordità congenita o acquisita durante l'età evolutiva, invalidità per qualsiasi causa con grado superiore al 74 per cento o invalidità ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834,) anche anteriormente al 1° gennaio 2002.

4 - ATTRIBUZIONE DELLA MAGGIORAZIONE DI ANZIANITA'
La maggiorazione di anzianità va attribuita all'atto della liquidazione della pensione o del supplemento.
Ne consegue che nelle operazioni di ricongiunzione di posizioni assicurative tra diversi trattamenti previdenziali (a norma delle leggi n. 29/79, n. 322/58, e similari), deve prescindersi dalla attribuzione del beneficio in parola.
Della maggiorazione spettante sarà tenuto conto direttamente nel fondo destinatario della ricongiunzione, al momento della liquidazione della pensione.

5 - PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA E DELLA RELATIVA DOCUMENTAZIONE SANITARIA.
L'attribuzione del beneficio in argomento è subordinata alla presentazione di apposita richiesta da parte degli interessati o dei loro superstiti, corredata di idonea documentazione.
Ciò posto, la sussistenza delle condizioni sanitarie richieste dalla legge (sordità congenita o acquisita durante l'età evolutiva, invalidità per qualsiasi causa con grado superiore al 74 per cento o invalidità ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al Decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981 n. 834) potrà risultare certificata dalla documentazione appresso specificata.
Sordomuti ed invalidi civili: il verbale di accertamento sanitario rilasciato dalle competenti Commissioni mediche ASL per l'accertamento dell'invalidità civile, completo della conferma operata dalla Commissione Medica di Verifica del Tesoro o del Verbale di accertamento diretto della stessa Commissione Medica di Verifica, con l'acquisizione di eventuali revisioni sanitarie, avvenute o predisposte entro il quinquennio di riferimento per il godimento del beneficio.
Invalidi di guerra, civili di guerra e per causa di servizio nel rapporto di pubblico impiego con le Amministrazioni statali o gli Enti locali: copia del provvedimento amministrativo di concessione dal quale risulti che le lesioni ed infermità riscontrate rientrino nelle prime quattro categorie di cui al DPR n. 834 del 1981.

6 - LIQUIDAZIONE DELLE PRESTAZIONI PENSIONISTICHE.
Tenuto conto che l'articolo 80, comma 3, riconosce il beneficio in parola a decorrere dall'anno 2002, nel caso in cui la maggiorazione convenzionale dell'anzianità contributiva sia determinante ai fini dell'acquisizione del diritto a pensione, la decorrenza delle prestazioni pensionistiche (assegni di invalidità, pensioni dirette e indirette autonome e supplementari, supplementi di pensione) non può essere anteriore al 1° febbraio 2002.
La data di inizio dell'assicurazione dei lavoratori destinatari della norma deve essere retrodatata di un numero di settimane pari a quelle corrispondenti alla maggiorazione convenzionale dell'anzianità contributiva riconoscibile nei singoli casi.
L'anzianità contributiva utile ai fini del diritto a pensione deve essere determinata maggiorando quella effettivamente posseduta dall'assicurato di un numero di settimane pari a quelle derivanti dalla maggiorazione calcolata ai sensi dell'articolo 80, comma 3, della legge n. 388.
La predetta maggiorazione è utile ai fini del perfezionamento del requisito contributivo richiesto per il riconoscimento del diritto alla pensione di anzianità ovvero del maggior requisito contributivo richiesto, ove l'interessato non sia in possesso del requisito anagrafico.
Deve essere del pari determinata maggiorando di un numero di settimane pari a quelle derivanti dalla maggiorazione calcolata ai sensi dell'articolo 80, comma 3, della legge n. 388 l'anzianità contributiva utile per la misura della pensione calcolata in forma retributiva.
I periodi di maggiorazione devono essere computati nell'anzianità contributiva utile per il calcolo della quota di pensione relativa alle anzianità maturate fino al 1992, se relativi a periodi che si collocano anteriormente al 1° gennaio 1993, e in quella utile per il calcolo della quota di pensione relativa alle anzianità maturate dal 1993 in poi se relativi a periodi che si collocano successivamente al 31 dicembre 1992.
Considerato che il beneficio in parola è riconosciuto fino al limite massimo di cinque anni, nel caso in cui i periodi di lavoro prestati in concomitanza con il requisito sanitario in parola possano dar diritto ad un beneficio maggiore, la maggiorazione dell'anzianità contributiva deve essere riconosciuta in relazione ai periodi relativi alla quota di pensione la cui retribuzione pensionabile è più elevata.
Stante il disposto normativo ("è utile ai soli fini del diritto a pensione e dell'anzianità contributiva") la retribuzione media pensionabile utile ai fini della misura della pensione deve essere determinata, secondo le norme comuni, in corrispondenza dei periodi di contribuzione effettiva, figurativa o volontaria versata o accreditata sulla posizione assicurativa dell'interessato senza la maggiorazione dei periodi di cui all'articolo 80, comma 3, in esame.
La maggiorazione convenzionale di cui all'articolo 80, comma 3, non assume rilevanza nel calcolo della quota di pensione contributiva (per le pensioni a calcolo misto) ovvero della pensione da liquidare integralmente con il sistema contributivo.
Nel calcolo contributivo l'importo della quota di pensione ovvero della pensione è determinato infatti moltiplicando il montante individuale dei contributi per il coefficiente di trasformazione relativo all'età al momento del pensionamento.

7 - LAVORATORI PRIVI DELLA VISTA
Per i lavoratori privi della vista continuano a trovare applicazione le istruzioni di cui alla circolare n. 53639 AGO del 26 maggio 1987 ed alla circolare n. 173 del 26 giugno 1991.


ADDIZIONALE REGIONALE - CASI PARTICOLARI
Un consiglio riguardante l’aliquota agevolata per la regione Veneto.
Ii commercialisti ed i CAAF sono ben informati, ma per chi compila autonomamente il 730 magari questa nota in appendice è sfuggita.

La casella “Casi particolari - Addizionale regionale” è riservata solo ai contribuenti residenti nella regione Veneto.
La regione Veneto ha previsto una aliquota agevolata dello 0,9% a favore di:

– soggetti disabili ai sensi dell’art. 3, legge 5/2/92, n. 104, con un reddito imponibile per l’anno 2008 non superiore ad euro 45.000,00;
– contribuenti con un familiare disabile ai sensi della citata legge 104, fiscalmente a carico con un reddito imponibile non superiore ad euro 45.000,00. In questo caso qualora il disabile sia fiscalmente a carico di più soggetti l’aliquota dello 0,9% si applica a condizione che la somma dei redditi delle persone di cui è a carico, non sia superiore ad euro 45.000,00;
– contribuenti aventi un reddito imponibile, ai fini dell’addizionale regionale, non superiore ad euro 50.000,00 e aventi tre figli fiscalmente a carico. Qualora i figli siano a carico di più soggetti, l’aliquota dello 0,9% si applica solo nel caso in cui la cui la somma dei redditi imponibili ai fini dell’addizionale regionale, non sia superiore ad euro 50.000,00. La soglia di reddito imponibile è innalzata di euro 10.000,00 per ogni figlio a carico oltre il terzo.

Per usufruire dell’aliquota agevolata del 0,9% detti contribuenti dovranno compilare la casella “Casi particolari addizionale regionale” indicando il codice 1 se rientrano nei primi due casi, il codice 2 se rientrano nel terzo caso.


DECRETO CHE DEFINISCE LE ONLUS
Viene fornito il testo integrale del Decreto Legge 460-1997 che definisce le associazioni ONLUS e descrive i loro diritti e doveri.

Malattie Rare

ultimo aggiornamento settembre 2017

Di seguito diamo evidenza di alcune nuove disposizioni in materia di malattie invalidanti e malattie rare. .

La Miastenia Gravis viene inserita nell’elenco delle malattie rare.

I Nuovi Livelli Essenziali di Assistenza - LEAI

2017 - Elenco malattie croniche

2017 - Elenco malattie Rare



La Miastenia Gravis viene inserita nell’elenco delle malattie rare.

Il 18 marzo 2017 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (Supplemento ordinario n.15) il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 12 gennaio 2017 con i nuovi Livelli essenziali di assistenza (LEA).

I LEA sono le prestazioni e i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, o dietro pagamento di un ticket.

Il nuovo Decreto interviene su quattro fronti tra cui definisce le attività, i servizi e le pre-stazioni garantite ai cittadini con le risorse pubbliche messe a disposizione del Servizio sanitario nazionale; innova i nomenclatori della specialistica ambulatoriale e dell’assisten-za protesica, introducendo prestazioni tecnologicamente avanzate ed escludendo presta-zioni obsolete; ridefinisce e aggiorna gli elenchi delle malattie rare e delle malattie croni-che e invalidanti che danno diritto all’esenzione.

Revisione dell’elenco delle malattie rare

Il Provvedimento prevede un incremento dell’elenco delle malattie rare con l’inserimento di più di 110 nuove entità tra singole malattie rare e gruppi di malattie. Sono inserite ad es. nell’elenco: la sarcoidiosi; la sclerosi sistemica progressiva; la miastenia grave.

Si fa notare che l’inserito in tale elenco garantisce maggiori tutele per le/i pazienti.

Ad esempio, le prestazioni sanitarie per le malattie rare: esami medici, accertamenti e visite, sono ero-gate in regime di esenzione dai ticket. Si ricorda che ad oggi per la miastenia, essendo stata, in precedenza, classificata come malattia cronica invalidante, pochi erano gli esami e le visite per le quali non si pagava il ticket.

Il Decreto diverrà operativo a metà settembre 2017, termine entro cui, secondo l’Art. 64, C. 4):

"Le disposizioni in materia di malattie rare.. entrano in vigore dal centottantesimo giorno dalla data di entrata in vigore del presente Decreto..”, le Regioni e le Provincie au-tonome dovranno adeguare le Reti regionali per le malattie individuando i relativi Presidi e Registri regionali.

Pertanto le nuove esenzioni per malattia rara e/o gruppi entreranno in vigore dopo 180 giorni dalla pubblicazione in G.U. per dare il tempo alle Regioni di individuare i Centri di riferimento esperti nel trattamento delle nuove malattie inserite. Sino a quel momento re-sterà valido il codice esenzione "034" utilizzato per la miastenia come malattia cronica invalidante, poi sarà sostituito da un nuovo codice di esenzione.